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	<title>Parrocchia San Giuseppe Falconara Marittima Diocesi di Ancona - Osimo &#187; Sacramenti</title>
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		<title>Ordinazione sacerdotale di Lorenzo Rossini</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 17:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Coraggio, non temete!». È questa la frase, tratta dal libro del profeta Isaia, che don Lorenzo Rossini ha scelto per la sua ordinazione sacerdotale, avvenuta sabato 4 settembre nella Cattedrale di San Ciriaco, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di &#8230; <a href="https://www.parrocchiasangiuseppe.it/?p=3568">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«<strong>Coraggio, non temete!</strong>». È questa la frase, tratta dal libro del profeta Isaia, che <strong>don Lorenzo Rossini</strong> ha scelto per la sua ordinazione sacerdotale, avvenuta sabato 4 settembre nella Cattedrale di San Ciriaco, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E. Mons. Angelo Spina. «Coraggio, non temete. Questo è l’impegno che il Signore mi affida per il ministero che oggi ha inizio – ha detto don Lorenzo – affido tutto a Maria, Regina di tutti i Santi, affinché con il suo sguardo possa aiutarmi ad essere <strong>prete del coraggio</strong>, prete della gioia del Vangelo. Affido anche ai nostri patroni Ciriaco e Leopardo questa avventura che si apre perché io possa essere sempre più, con la mia vita, <strong>dono per tutti</strong>, per quelli che hanno bisogno di essere incoraggiati a proseguire nel cammino della vita».</p>
<p style="text-align: justify;">«In questo tempo di prova e di pandemia – ha detto l’Arcivescovo Angelo Spina durante l’omelia – risuonano forti le parole del profeta Isaia: “Coraggio, non temete!”, che tu, don Lorenzo hai messo sulla immaginetta della tua ordinazione. Un invito a <strong>guardare avanti con fiducia e speranza</strong> perché Dio aprirà gli occhi dei ciechi e schiuderà gli orecchi dei sordi. Caro Lorenzo, lasciati aprire gli orecchi dal Signore perché tu possa ascoltare la Sua Parola di vita eterna e lasciati sciogliere la lingua da Lui perché tu possa annunciare il Vangelo e le meraviglie di Dio. Tra poco al momento della tua Ordinazione, mediante il segno liturgico dell’imposizione delle mani, Cristo ti prende sotto la sua speciale protezione; sei nascosto sotto le sue mani e nel suo Cuore. Immergiti nel suo amore, e dona a Lui tutto te stesso, segui Lui e Lui solo. “<strong>Nulla è meglio di Gesù Cristo</strong>”, ci ricorda sant’Ignazio di Antiochia. Noi tutti nella comunione della carità, non avremo mai altro da dire, né altro da dare a quanti incontriamo sul nostro cammino e che hanno sete irresistibile e inestinguibile di Lui, il Risorto, il Signore del tempo e della storia. Quel “<strong>Sì, lo voglio</strong>”, che pronuncerai è il tuo donarti a Cristo e alla Sua Chiesa: la tua diventa così una vita sacerdotale. Quello che ti viene chiesto è espresso chiaramente nella preghiera di ordinazione presbiterale: annunciare la Sua la parola, celebrare la Santa Eucarestia, pregare la Liturgia delle Ore a favore di tutti, implorare misericordia per il popolo a te affidato, soprattutto con il sacramento della riconciliazione, essere segno di carità, essere nel presbiterio e vivere la comunione con tutti i sacerdoti unito al Vescovo».</p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzo ha <strong>26 anni</strong> e decisiva nel suo cammino è stata la testimonianza della nonna materna, dei laici e dei presbiteri diocesani, a partire dal parroco che lo ha visto crescere, <strong>don Franco Marchetti</strong>. Importanti sono state anche le diverse esperienze ecclesiali vissute nella parrocchia di S. Maria delle Grazie, in quella di S. Maria a Nazaret di Agugliano, nell’Azione Cattolica, nel servizio liturgico in Duomo, nei campi di condivisione dell’Associazione Papa Giovanni XXIII di don Benzi. Da ultimo la Gmg di Rio de Janeiro del 2013. Sette anni fa è entrato in seminario e ha svolto il tirocinio pastorale nelle chiese di San Giuseppe Moscati ad Ancona, San Giuseppe a Falconara e nella parrocchia di Camerano. «La bellezza che spero abbiate potuto godere in questa celebrazione – ha detto don Lorenzo – viene dalla bellezza che in questi 26 anni ho ricevuto. Tutti siete parte di questo dono bello e immeritato. Mi sto rendendo conto che ciò che mi accade è un <strong>dono molto più grande di quello che avessi potuto immaginare e meritare</strong>. È veramente bello vivere tutto questo: <strong>ci si sente parte del grande sogno di Dio, che supera di gran lunga qualsiasi nostro sogno</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti i <strong>ringraziamenti</strong>, all’Arcivescovo Angelo Spina che «come buon padre mi si è reso sempre disponibile all’ascolto e all’accoglienza dei miei dubbi, delle mie fatiche e delle mie gioie»; ai sacerdoti, tra cui don Aldo che «dal suo letto di convalescenza non mi ha mai fatto mancare parole di incoraggiamento e la preghiera tipica del nonno»; alla famiglia, al fratello minore Gabriele e alla nonna Argentina, salita al cielo qualche mese fa; al seminario, ai compagni e agli amici. «Grazie va a chi 9 anni fa per la prima volta in maniera chiara si è reso strumento del Signore Gesù nel dirmi questa frase: <strong>Lele</strong>, un ragazzo con sindrome di down che all’epoca aveva 9 anni. È grazie a quell’incontro – ha continuato Lorenzo – che io oggi posso essere qui a gioire con voi. È grazie al suo abbraccio che io oggi posso essere qui a dire “coraggio non temete” come lui l’ha mostrato a me quella volta. L’ultimo grazie va a chi in questi mesi ha condiviso la preparazione a questo passaggio, i tanti giovani di Camerano e della Diocesi con cui ho avuto modo di condividere tante esperienze: il noviziato An3 Camerano1, il branco e il reparto del  del Camerano1, gli animatori di Camerano, i giovani del campo over 18. A voi per primi dico stasera: Coraggio, non temete! Non temete se ancora faticate a vivere nella fede, il Signore al momento opportuno si mostrerà! <strong>Vi posso dire oggi con gioia che</strong> <strong>se saprete aprirvi ai suoi sogni scoprirete che sono molto più grandi di quelli che potete immaginare e vedrete la vostra vita diventare un capolavoro</strong>».</p>
<p><strong>L’omelia integrale dell’Arcivescovo Angelo Spina: </strong><a href="http://www.diocesi.ancona.it/wp-content/uploads/sites/2/2021/09/Omelia-ordinazione-sacerdotale-don-Lorenzo-Rossini.pdf"><strong>Omelia ordinazione sacerdotale don Lorenzo Rossini</strong></a></p>
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		<title>Ordinazione diaconale di Giuseppe Luigi Rella</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 17:03:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un evento di grande gioia e speranza per l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo è stata l’ordinazione diaconale di Giuseppe Luigi Rella. All’età di 43 anni ha lasciato il lavoro, la famiglia e la comunità per entrare in seminario e, sabato 16 ottobre nella &#8230; <a href="https://www.parrocchiasangiuseppe.it/?p=3561">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un evento di grande gioia e speranza per l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo è stata <strong>l’ordinazione diaconale di Giuseppe Luigi Rella</strong>. All’età di 43 anni ha lasciato il lavoro, la famiglia e la comunità per entrare in seminario e, sabato 16 ottobre nella Cattedrale di San Ciriaco, è stato ordinato diacono per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Mons. Angelo Spina, che lo ha invitato ad essere «come Cristo, servo di tutti».</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe ha maturato la sua vocazione in età adulta e, nel corso della sua vita, ha sperimentato quanto il Signore è buono e grande nell’amore. Per la sua ordinazione ha scelto la frase “<strong>Affida al Signore la tua via, confida in lui ed egli agirà</strong>”, tratta dal salmo 37, perché «ho affidato a Dio la mia vita e Lui mi ha condotto fino a qua. Questa frase, quindi, è anche un augurio, perché continui a portarmi dove Lui vuole e io possa compiere sempre la sua volontà». Giuseppe ha 49 anni, viene da Sondrio ed è laureato in Ingegneria Elettronica. Mentre lavorava a Milano in un’azienda produttrice di apparati per telecomunicazioni, tramite amici, ha conosciuto il <strong>movimento Gloriosa Trinità</strong> che è stato decisivo nel suo percorso di ricerca vocazionale. Durante un ritiro spirituale a Numana, con l’aiuto del fondatore del movimento don Andrea, ha infatti maturato la decisione di entrare in Seminario. Nel 2014 l’Arcivescovo Edoardo Menichelli, poi nominato cardinale da papa Francesco, ha riconosciuto in diocesi il movimento Gloriosa Trinità e ha offerto ospitalità ai futuri seminaristi del movimento stesso. Nell’ottobre del 2015, grazie a questo accordo, Giuseppe è entrato nel seminario regionale marchigiano e ora, come diacono, è stato incardinato nell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’omelia, l’Arcivescovo ha sottolineato che «il carattere diaconale è il segno configurativo-distintivo impresso indelebilmente nell’anima che configura chi è ordinato a Cristo, il quale si è fatto diacono, cioè servo di tutti. La grazia sacramentale dà al diacono la forza necessaria per servire il Popolo di Dio nella <strong>diaconia della Parola, della liturgia e della carità</strong>, in comunione con il Vescovo che ha la pienezza del sacramento dell’ordine». Al diacono, dunque, «<strong>compete di proclamare il Vangelo</strong>. La Parola di Dio e non la nostra. La Parola di Dio, non le idee che sono di moda nella cultura del mondo. Il diacono è araldo del Vangelo e non di un ordinamento sociale, non di un sistema politico. È amministratore della salvezza eterna, non di traguardi puramente terreni». Il diacono è anche il «<strong>primo collaboratore del sacerdote nella celebrazione dell’Eucarestia</strong>, cioè del grande “mistero della fede”. È colui al quale il Corpo e il Sangue del Signore vengono affidati perché i fedeli se ne nutrano e ricevano forza. Tratta i santi misteri con quella interiore adorazione, con quella gravità esterna, con quel sacro decoro, con quella devozione dello spirito che, in definitiva, sono l’espressione di un animo che crede e rimane sempre consapevole e compreso dell’altissima dignità dei suoi compiti».</p>
<p style="text-align: justify;">Al diacono poi è affidato in modo particolare il<strong> ministero della carità</strong> che è «all’origine della istituzione della diaconìa. Quando l’Eucarestia è posta al centro della comunità, essa non solo plasma i cuori dei credenti per l’incontro di comunione con Gesù Cristo, ma li spinge conseguentemente anche ad un incontro di comunione con i fratelli. L’attenzione alle necessità degli altri, l’accorgersi delle pene e delle sofferenze dei fratelli, la capacità del dono ai fratelli: questi sono i segni distintivi del discepolo del Signore che si nutre del Pane Eucaristico. L’amore del prossimo non deve essere soltanto proclamato: deve essere praticato. Il diacono dovrà essere caritatevole, solidale, accogliente, umile e benigno. Dovrà dedicare agli altri il suo interessamento, il suo tempo, l’impegno della sua vita. Per essere fedeli a questa triplice diaconia, carissimo Giuseppe, prendi una posizione definitiva davanti a Cristo, offrendo <strong>il dono e l’impegno della castità</strong> <strong>perfetta nel celibato per il Regno</strong>. Con l’impegno del sacro celibato assumi il dolce obbligo-onore della celebrazione quotidiana, compiuta con fedeltà amorosa, della intera <strong>Litugia delle Ore</strong>. È la preghiera incessante di tutta la Chiesa, che viene affidata particolarmente ai sacri ministri. Manterrai vivo, intenso, affettuoso il dialogo con il Padre pregando per te stesso e per il mondo intero».</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la celebrazione, l’Arcivescovo ha imposto le mani sul capo di Giuseppe, ha innalzato la sua supplica al Signore e ha invocato su di lui l’effusione dello Spirito Santo, affinché lo “fortifichi con i sette doni della sua grazia e lui possa compiere fedelmente l’opera del ministero”. Al termine della messa Giuseppe ha <strong>ringraziato</strong> i genitori e le sorelle presenti, il movimento Gloriosa Trinità, il seminario e le comunità parrocchiali dove è cresciuto e quelle in cui ha svolto il cammino di formazione, in particolare la parrocchia Santa Maria delle Grazie di Ancona e quella di San Giuseppe di Falconara.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Incontro con i genitori, padrine e Madrine dei cresimandi</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 19:52:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scarica il testo in formato PDF 1. Iniziazione cristiana e sacramento della Cresima. Per comprendere bene che cosa sia il sacramento della Cresima e la funzione che esso ha nella nostra vita cristiana, dobbiamo richiamare alla nostra memoria alcune verità &#8230; <a href="https://www.parrocchiasangiuseppe.it/?p=406">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/wp/wp/wp-content/uploads/prep_cresima.pdf" target="_blank">Scarica il testo in formato PDF</a></p>
<p><strong><a href="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/?attachment_id=411" rel="attachment wp-att-411"><img class="alignright size-medium wp-image-411" title="Pentecoste" src="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/wp/wp/wp-content/uploads/Pentecoste_w5100-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>1. Iniziazione cristiana e sacramento della Cresima.</strong></p>
<p>Per comprendere bene che cosa sia il sacramento della Cresima e la funzione che esso ha nella nostra vita cristiana, dobbiamo richiamare alla nostra memoria alcune verità fondamentali della nostra fede.</p>
<p>Nessuno nasce cristiano; cristiani si diventa. Dire &#8220;cristiani si diventa&#8221; ha due significati principali.</p>
<p><strong>Primo significato</strong></p>
<p>La professione cristiana – dire cioè non solo a parole: &#8220;sono cristiano&#8221; – comporta uno stile di vita che esige tempo, sforzo ed impegno. Siamo in Quaresima. La liturgia, meglio i testi liturgici quaresimali, presentano la vita cristiana come un combattimento spirituale; come un cammino che conosce difficoltà. Quando dunque diciamo: &#8220;cristiani non si nasce, cristiani si diventa&#8221; sicuramente voi avete pensato, e rettamente, a tutto questo. Ma l’espressione ha un secondo e più profondo ed importante significato.</p>
<p><strong>Secondo significato</strong></p>
<p>Diventare cristiani non è il risultato principalmente di uno sforzo, di una preparazione umana. Se uno, per esempio, vuole diventare avvocato deve frequentare l’Università, laurearsi, sostenere un esame di Stato… Come potete costatare, la professione dell’avvocatura è il risultato di anni di studio. La &#8220;professione cristiana&#8221; invece non è prima di tutto il risultato di un impegno umano. Una persona umana diventa cristiana perché Dio stesso in Cristo lo rende tale. La S. Scrittura usa un’espressione che non finisce mai di stupire e commuovere: si diventa cristiani perché si è generati da Dio stesso. L’essere noi uomini dipende dal fatto che siamo stati concepiti da una donna. L’essere cristiani dipende dal fatto che Dio stesso ci ha &#8220;generati&#8221; in una nuova condizione ontologica: ci ha resi partecipi della, e ci ha comunicato la sua stessa divinità. Nel prologo al suo Vangelo Giovanni scrive: &#8220;a quanti… lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati&#8221; [Gv 1,12-13]. Qui vengono chiaramente accostate le due nascite: quella per cui sono nato uomo; quella per cui sono diventano cristiano.</p>
<p>Come Dio in Cristo ci genera alla vita nuova, alla vita cristiana? Mediante tre sacramenti, il Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia. Si nasce come cristiani nel Battesimo; si è rafforzati e confermati nella nostra esistenza cristiana nella Cresima; ci si nutre per crescere nella vita cristiana coll’Eucaristia.</p>
<p>Per comprendere bene tutto questo, dobbiamo aver compreso bene che cosa è un Sacramento. Il Sacramento, ogni Sacramento, è a prima vista un insieme di riti, di gesti sacri. Attraverso questi gesti però [per es. versare l’acqua sul capo del bambino] è Cristo stesso che agisce: che battezza, che cresima, che celebra l’Eucaristia… È Lui che opera.</p>
<p>Ma i Sacramenti non sono magie: esigono che chi li riceve lo faccia consapevolmente e liberamente. Che cosa significa consapevolmente? Che riconosca nel rito l’azione di Cristo; che sappia vedere nei gesti sacri il &#8220;segno&#8221; in cui Cristo stesso agisce. In una parola: consapevolezza significa fede. E la fede nasce dall’ascolto della predicazione della Chiesa, e si nutre nella catechesi.</p>
<p>Ci eravamo fatti la seguente domanda: come Dio in Cristo ci genera alla vita nuova, alla vita cristiana. La risposta è: mediante la predicazione della Chiesa e la celebrazione dei sacramenti. La condizione perché e l’una e l’altra siano efficaci è la fede con cui chi ascolta la predicazione della Chiesa, la accoglie non come parola umana, ma parola di Dio; e per la quale [fede] chi partecipa alla celebrazione di un sacramento, vede in esso l’azione di Cristo.</p>
<p>Vi dicevo che si diventa cristiani mediante il Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia. Si chiamano per questo i tre sacramenti della iniziazione cristiana. Iniziazione è il termine proprio del vocabolario cristiano per dire: diventare cristiani.</p>
<p>In questa iniziazione la Cresima è la conferma del Battesimo. Ciò che il Battesimo ha operato in chi lo riceve, viene rafforzato definitivamente nella Cresima.</p>
<p>Che cosa compie il Battesimo in chi lo riceve? Genera nella vita divina, incorporandoci a Cristo e alla sua Chiesa. La Cresima quindi conferma chi lo riceve nella sua condizione di cristiano; lo rafforza nella sua appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Di conseguenza, il cresimato è ormai in grado, nel senso che ha ricevuto dal sacramento la forza per farlo, di testimoniare la sua fede in Cristo e di affrontare tutte le difficoltà che questa testimonianza comporta.<a href="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/?attachment_id=412" rel="attachment wp-att-412"><img class="aligncenter size-large wp-image-412" title="Flames" src="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/wp/wp/wp-content/uploads/MP900409422-1024x683.jpg" alt="" width="640" height="426" /></a></p>
<h2><strong>2. Il Sacramento della Cresima</strong></h2>
<p>PROFESSIONE DI FEDE</p>
<p>Ai vostri e nostri ragazzi verrà chiesto ora per la prima volta ufficialmente di aderire alla fede, che fu loro donata per mezzo vostro il giorno del battesimo… quel giorno foste voi a pronunciarla, ora sono loro che provano, anche se con tanta fatica, a pronunciare il loro SI a questa fede… siamo nel cammino di appropriazione della fede… perchè vedete la fede non è una formula da imparare a memoria… ma una scoperta da fare, guidati da altri è vero, ma la fede è anzitutto scoperta personale… è ovvio quindi che questo cammino non si può concludere il giorno della cresima non avrebbe senso e non è possibile, la fede dovrebbe essere cantiere sempre aperto, il giorno della Cresima questo cammino che dura una vita riceve il suo colpo d’ala (immagine colomba) per volare alto ed essere compiuto in pienezza.</p>
<p>IMPOSIZIONE DELLA MANI</p>
<p>A questo primo momento segue una preghiera di invocazione dello Spirito… accompagnata da un gesto quello delle mani aperte e stese verso i ragazzi, lo stesso gesto che ogni sacerdote compie sul pane e sul vino quando consacra lo Spirito… è un gesto che se da un lato rende visibile la discesa dello Spirito dall’altro ci dice della sua solennità… quello Spirito che trasforma il pane ed il vino in corpo e sangue del Signore Gesù ora scende nei loro cuori e bussa alle loro porte se viene accolto egli trasformerà la nostra vita e ci renderà capaci di amare come amò Gesù… ci renderà capaci di gesti gratuiti… di dare senza chiedere in cambio… di compromettersi nelle cose della vita e di spendesi fino in fondo… ditemi voi se non è ciò che voi desiderate per i vostri Figli? Questa la preghiera che il vescovo reciterà:</p>
<p>Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall’acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito: spirito d sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà e riempili dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo nostro Signore. Amen.</p>
<p>Sette doni vengono chiesti, quasi a dirci che viene chiesto tutto ciò che può essere utile, sette nel linguaggio biblico è il numero che dice di una pienezza traboccante, al Padre noi chiediamo ogni bene per i nostri giovani, ogni aiuto possibile… sarebbe bello approfondire questi sette doni… ma ora non possiamo.</p>
<p>CRISMAZIONE</p>
<p>Giunge ora il moneto culminante quello della crismazione, o dell’unzione, Il crisma, olio misto a profumo benedetto dal vescovo in cattedrale con tutti i sacerdoti la mattina del giovedì Santo i vostri ragazzi vengono unti, a loro viene comunicata la forza stessa di Dio, Egli li prende, li fa suoi, perché nella vita rimangano fedeli all’amicizia con Lui…</p>
<p>Il Crisma è l’olio usato per le consacrazioni. Il cresimato è consacrato per sempre a Cristo e appartiene a lui, consacrare nel significato etimologico significa in primo luogo “messo a parte”, a tutti noi viene donato cioè un compito, per il quale siamo “messi da parte”, potremmo dire una vocazione. Il gesto della crismazione, vuol significare che lo Spirito penetra dentro di te e ti consacra per continuare la missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo.</p>
<p>“È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori” (2Cor 1,21-22) e “diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero” (2Cor 2,14).</p>
<h2><strong>3. Sacramento della Cresima ed educazione cristiana.</strong></h2>
<p>In che modo voi genitori potete fare in modo che la celebrazione della Cresima diventi l’occasione per una costruzione più grande della vita dei vostri figli? Ovviamente la Chiesa – concretamente le parrocchie, associazioni e movimenti – è legata a voi, ed impegnata con voi in un vero e proprio patto educativo. Ma in questa occasione affronto il problema solamente dal vostro punto di vista. Non manco di rispetto, spero, nei vostri confronti distinguendo fra voi due uditori diversi. Vi sono fra voi genitori che vivono fedelmente la loro fede cristiana, partecipano ogni domenica alla Eucaristia, ed educano con convinzione e passione i propri figli nella fede cristiana. E ci sono fra voi genitori che custodiscono nel cuore fiducia nella Chiesa [altrimenti non si preoccuperebbero che il figlio riceva i Sacramenti], ma, come si usa dire, non &#8220;frequentano molto&#8221; e si sentono solo in parte appartenenti alla Chiesa. Distinguerò dunque questa parte della mia riflessione in due momenti, iniziando a rivolgermi ai secondi.</p>
<p><strong>1.</strong> Parto da un dato di fatto; per un genitore non esiste desiderio più profondo del bene del figlio. Il bene del figlio è alla cima delle sue preoccupazioni. Il fatto che un genitore decida che suo figlio sia battezzato, cresimato, e riceva l’Eucaristia – in una parola: che incontri la Chiesa – significa che ritiene la proposta cristiana, una buona proposta. Questa convinzione, normalmente più vissuta che consapevole, è spiegabile col fatto della tradizione in cui il genitore stesso è cresciuto ed educato. La tradizione è qualcosa di grandioso. Essa è per la persona umana ciò che la terra è per la pianta. È ciò</p>
<p>Avete davanti tre vie. che ci consente di vivere una vita umana. Non in senso biologico, ma nel senso di una vita personale e sociale abitata da valori che rendono buona e giusta l’esistenza. La tradizione è la cultura. I genitori di cui sto parlando vivono ancora in una tradizione cristiana, anche se poco consapevolmente e forse anche criticamente. Chiedere alla Chiesa i sacramenti per i propri figli vuol dire non abbandonare questa tradizione. Basta questo gesto? &#8220;ho fatto fare a mio figlio tutti i sacramenti; questo basta&#8221;. Vorrei che mi prestaste molta attenzione poiché entriamo nel cuore del dramma dei nostri ragazzi.</p>
<p>O si dice: &#8220;non propongo nulla, perché così da grande farà le sue scelte&#8221;. Oppure si dice: &#8220;la proposta cristiana non è una buona proposta per la vita: è cosa da bambini&#8221;. Oppure si dice: &#8220;sono stato io stesso educato nella fede cristiana, e quindi in essa educo i miei figli&#8221;.</p>
<p>La prima strada è la più stolta dal punto di vista educativo, perché conduce i propri figli alla schiavitù. La seconda merita più attenta considerazione.</p>
<p>Se viene percorsa la seconda via, essa finisce coll’introdurre – o rischia di introdurre – nella coscienza del ragazzo una spaccatura fra ciò che fino ad un certo momento della vita gli è stato proposto dai genitori [ordinariamente fino alla Cresima], e la proposta fatta in seguito.</p>
<p>La terza strada è quella il cui percorso esige una forte cooperazione colla Chiesa. Concretamente dico ai genitori che si trovano nella condizione suddetta: insistete a convincere il vostro figlio, dopo la Cresima, ad entrare in una delle grandi proposte educative della Chiesa. Penso all’Azione Cattolica, all’Agesci, a Comunione e Liberazione, per esemplificare. L’esperienza fatta dal ragazzo può essere poi argomento di dialogo e di confronto con i suoi genitori.</p>
<p><strong>2.</strong> Mi rivolgo ora ai genitori che vivono pienamente la loro fede cristiana.</p>
<p>Nel cammino della fede, la ricezione del Sacramento della Cresima costituisce un momento delicato per i vostri figli.</p>
<p><em>Il primo luogo</em>, a livello intellettuale. Non sottovalutate questa esigenza, oggi specialmente. La fede prima di tutto è un preciso modo di pensare, di giudicare e valutare le cose. Può accadere che il ragazzo giunga a considerare la dottrina della fede una mera fantasia, perché così gli dice, o gli dà a pensare, il suo professore di scienze e di filosofia.</p>
<p><em>In secondo luogo</em>, e non dammeno, la fede è confermata dal confronto, a cui il ragazzo deve essere condotto soprattutto dai suoi genitori, fra la fede che professa, i sacramenti che riceve, e la vita. Se non avviene questo confronto, il ragazzo non diventerà mai maturo nella sua fede. È in questo contesto che l’esercizio della carità, l’incontro colla durezza della condizione umana, diventa un momento imprescindibile nel cammino di conferma della fede.</p>
<p>I nostri ragazzi stanno dentro ad un tornante della storia dell’Occidente. Esso sta tentando di costruire una civiltà come se Dio non ci fosse, rompendo con una tradizione nella quale il riferimento a Dio è fondante. L’esito di questo scontro circa la posizione di Dio nella vita umana – è questa LA questione di oggi! – dipende dalla proposta educativa che viene offerta ai nostri ragazzi: la proposta di una vita per la quale la presenza di Dio è inutile, oppure di una vita per la quale il riferimento a Dio è essenziale.</p>
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		<title>Lettera ai cresimandi sulla scelta del padrino</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 13:46:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimo, carissima, fra poco tempo riceverai il dono della Cresima. Quel giorno avrai al tuo fianco il padrino o la madrina che ti accompagnerà nel cammino cristiano. Ti scriviamo, allora, queste righe per aiutarti a sceglierlo, avendo ben chiaro il significato &#8230; <a href="https://www.parrocchiasangiuseppe.it/?p=197">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/?attachment_id=275" rel="attachment wp-att-275"><img class="alignright size-medium wp-image-275" title="franco29" src="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/wp/wp/wp-content/uploads/franco29-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></span></span></h6>
<p>Carissimo, carissima, fra poco tempo riceverai il dono della Cresima. Quel giorno avrai al tuo fianco il padrino o la madrina che ti accompagnerà nel cammino cristiano. Ti scriviamo, allora, queste righe per aiutarti a sceglierlo, avendo ben chiaro il significato della sua presenza e testimonianza.</p>
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<p><span id="more-197"></span></p>
<p>La Chiesa ha sempre visto in questa presenza dei padrini e delle madrine l’aiuto di cui si ha bisogno al sorgere del dubbio, dello scoraggiamento o della tentazione di abbandonare il cammino per la stanchezza. Per questo il padrino o la madrina che sceglierai deve avere una fede cristiana provata, perché possa venire in aiuto della tua. Devi essere tu a sceglierlo e non i tuoi genitori, perché è il tuo padrino o madrina.</p>
<h6></h6>
<p>Lo sceglierai, certamente, tra coloro che sono già cresimati e, se sposati, sono testimoni del sacramento delle nozze. I non cresimati e coloro che non sono riusciti a rimanere fedeli alle promesse del matrimonio, infatti, non possono essere padrini perché il compito del padrino è proprio quello di testimoniarti oggi l’importanza della Cresima e di aiutarti domani a comprendere cos’è il matrimonio cristiano – non dimenticare che questo non vuol dire un giudizio sul loro cuore, che solo Dio conosce fino in fondo. Ben più profondamente lo sceglierai tra coloro in cui vedi una fede viva, un amore al Signore ed alla Chiesa, una fierezza nell’essere cristiani, perché è in questo che ti debbono aiutare.</p>
<h6></h6>
<p>Può essere un tuo parente, ma non tuo padre o tua madre, perché essi hanno già un ruolo educativo nei tuoi confronti. Può essere il padrino o la madrina del tuo Battesimo (è possibile che un uomo abbia una madrina di Cresima ed una donna un padrino). Può essere anche un tuo catechista, un tuo professore, un tuo amico, un amico di famiglia. Insomma, ciò che conta è che il tuo padrino o madrina sia un testimone semplice ma vero della fede cristiana alla cui vita vorresti che la tua assomigliasse, le cui scelte di fede vorresti divenissero le tue. Se hai difficoltà nello sceglierlo, parlane con il sacerdote che ti segue nel cammino di preparazione e sarà pronto a discuterne con te.</p>
<p>Una volta scelto, sarà lo stesso padrino o madrina a recarsi dal sacerdote della parrocchia nella quale partecipa all’Eucaristia. Questi gli farà firmare la promessa dell’impegno che si assume su di un documento che si chiama Certificato di idoneità dei padrini. Non dimenticare che, proprio perché la Cresima ti conferma, potrà essere chiesto a te un giorno di diventare catechista, come di diventare padrino o madrina, mentre non può essere chiesto a chi non ha ricevuto questo sacramento. Continua il tuo cammino di fede. E sappi un giorno dire di sì quando qualcuno ti chiederà esplicitamente l’impegno che ora tu domandi a un altro di starti vicino nella testimonianza della fede.</p>
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<p style="text-align: right;"> i tuoi sacerdoti ed i tuoi catechisti</p>
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		<title>Notizie utili</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 13:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cresima]]></category>

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		<description><![CDATA[Riguardo ai fotografi, la parrocchia come sempre si serve di persone di fiducia che sole avranno l’autorizzazione a compiere il servizio fotografico durante la celebrazione, avvertite di ciò parenti ed amici. Circa il dono, il giorno della Cresima è usanza &#8230; <a href="https://www.parrocchiasangiuseppe.it/?p=195">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo ai fotografi, la parrocchia come sempre si serve di persone di fiducia che sole<a href="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/?attachment_id=279" rel="attachment wp-att-279"><img class="alignright size-medium wp-image-279" title="Photographer" src="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/wp/wp/wp-content/uploads/fotografo-padova-1-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a> avranno l’autorizzazione a compiere il servizio fotografico durante la celebrazione, avvertite di ciò parenti ed amici.</p>
<p align="JUSTIFY">Circa il dono, il giorno della Cresima è usanza chiedere a ciascuno dei cresimandi un dono per i poveri della tenda di Abramo, occorre maglieria intima da uomo e di media misura.</p>
<p align="JUSTIFY">Per quanto riguarda l&#8217;<strong>offerta essa è libera</strong>, è vero la parrocchia sostiene delle spese non solo per questa celebrazione ma per le varie attività nel corso dell&#8217;anno pastorale, essa allora non deve essere ringraziamento per qualche servizio prestato, ma piuttosto segno di corresponsabilità di ciascuna famiglia rispetto alla famiglia parrocchiale.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Documenti che servono per la celebrazione:</strong> Certificato di Battesimo (per coloro che non sono stati battezzati in parrocchia) e certificato di idoneità del Padrino\Madrina (da farsi presso la propria parrocchia di residenza).</p>
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		<title>Appuntamenti in preparazione alla cresima</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 13:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[Cresima]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 29 ottobre ore 18:30 Incontro per Genitori, Padrini e Madrine Domenica 4 novembre ore 9:30 RITIRO IN PREPARAZIONE DELLA CRESIMA Ore 9:30 Inizio delle attività Ore 13:00 Pranzo Ore 16:00 Confessioni dei ragazzi Ore 18:30 Celebrazione Eucaristica con i ragazzi i &#8230; <a href="https://www.parrocchiasangiuseppe.it/?p=136">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><strong> Lunedì 29 ottobre ore 18:30</strong></pre>
<p>Incontro per Genitori, Padrini e Madrine</p>
<pre><strong>Domenica 4 novembre ore 9:30</strong></pre>
<p>RITIRO IN PREPARAZIONE DELLA CRESIMA</p>
<p>Ore 9:30 Inizio delle attività</p>
<p>Ore 13:00 Pranzo</p>
<p>Ore 16:00 Confessioni dei ragazzi</p>
<pre style="color: #333333;"><strong><a style="text-decoration: underline;" href="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/?attachment_id=282" rel="attachment wp-att-282"><img class="alignright size-medium wp-image-282" style="border-color: #bbbbbb; background-color: #eeeeee;" title="cresima" src="http://www.parrocchiasangiuseppe.it/wp/wp/wp-content/uploads/cresima-300x197.png" alt="" width="300" height="197" /></a></strong></pre>
<p>Ore 18:30 Celebrazione Eucaristica con i ragazzi i genitori ed i padrini\madrine</p>
<pre><strong>Venerdì 9 novembre ore 16:00</strong></pre>
<p>Prove in Chiesa della celebrazione solo i ragazzi</p>
<pre><strong>Sabato 10 novembre ore 17:00</strong></pre>
<p><span style="text-decoration: underline;">Celebrazione del sacramento della cresima</span> occorre arrivare in chiesa alle 16:30</p>
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